Musica e Arte

Paolo Melandri

La filosofia comunemente distingue tra ciò che posso convenientemente chiamare "Esperienza" e l'àmbito della "Natura". Nella prima di queste categorie è incluso l'intero regno dell'umana percezione; nella seconda il variegato àmbito di fenomeni che accadono al di fuori dell'uomo; e la filosofia si occupa dello scambio che esiste tra di esse.
Nel dibattito culturale è sovente ammesso il postulato che l'uomo non abbia a che fare con alcunché d'altro che non sia o la "natura" o la sua "esperienza" d'essa, ma in questo pagina io annuncio un terzo regno, che è detto "il Regno dell'Arte". Anzi, benché questa realtà includa ben più che la somma dei libri che sono stati scritti, dei dipinti che sono stati disegnati, e dei pezzi di musica che sono stati composti, posso, tramite la considerazione di esse sole manifestazioni artistiche, raggiungere una qualche idea sull'importante parte giocata nelle nostre esistenze dal contatto con l'"Arte", e sulle caratteristiche che distinguono tutto ciò dall'àmbito della "Natura".
Quest'ultima non cessa mai di esserci in qualche modo estranea. Poiché gli oggetti naturali e gli eventi della Natura sono indipendenti dalla volontà umana: essi esistono o hanno luogo in ossequio a leggi che non posso mai né interamente comprendere né interamente approvare. Ma nel Regno dell'Arte ogni cosa esiste a cagione dell'attività di una sola energica volontà. Il Regno stesso fu creato dal Desiderio, dallo Streben di Goethe e di Kant, dalla nostalgica Sehnsucht dei Romantici, e nonostante esso possa qua e là, anche in musica, imitare le forme assunte dalla Natura, la sua sostanza è sempre controllabile da parte dei suoi creatori, che in tal modo lo plasmano a loro piacimento, costituendo se stessi architetti dell'universo. In questo particolare rispetto esso ovviamente assomiglia alle insostanziali creazioni della pura rêvérie, ed esso ha parentela col sogno; ma la cosa sognata diviene Arte, così chiamata in senso proprio, solo quando assume qualcosa come un'esistenza indipendente, unicamente quando cessa di essere valida per il solo "artéfice" creatore e diventa capace di essere sperimentata dai più varî individui; per i quali una sinfonia, una statua, o un dipinto sono diventati un fatto oggettivo - come altresì un fenomeno naturale, nella misura in cui, esistendo al di fuori del "sé", esso è capace di essere percepito e di suscitare reazioni; ma diversamente da un fenomeno naturale nella misura in cui esso è stato creato, non dalla Natura, ma da una mente che in sé riassume quella stessa collettiva degli spettatori.
Così il mondo dell'arte è un mondo mimetico, in apparenza simile a quello della natura, ma fondamentalmente assai differente. Poiché anche quando esso sembra più pedissequamente imitativo, più letteralmente emulativo, ed anche quando è più deterministicamente realistico, esso è concepito in accordo con le leggi e le restrizioni della mente umana. In esso l'enfasi è l'enfasi di un imprescindibile pregiudizio umano; l'effettivo ordine degli eventi è un ordine logicamente concepito, in accordo con il sistema del ragionamento logico umano; e il significato è un significato umanamente comprensibile piuttosto che un'essenza. E nemmeno l'arte più intimamente "naturalistica" può sfuggire a questo fatto: essa è, dal punto di vista più letterale possibile, vita filtrata dalla mente umana, vita probabilmente distorta dal desiderio e vita certamente modificata in qualsivoglia maniera o estensione, le quali ultime le siano necessarie al fine di essere compresa da una ragione che può operare soltanto all'interno delle sue proprie e peculiari limitazioni. La caratteristica discriminatoria dell'universo dell'arte è solamente il fatto che questo è perfettamente e immediatamente "pensabile" - per l'unica vera ragione per cui è venuto ad esistenza, cioè che esso è da ogni parte plasmato dalla mente umana. (Così la Sinfonia è la risposta umana al Caos primordiale, si pensi soprattutto all'inizio della Creazione di F.J. Haydn).
Ora, se le caratteristiche discriminatorie del mondo dell'arte sono quelle che ho appena menzionato, è evidente che il regno è molto più esteso di quello che potrebbe sembrare a chi lo consideri null'altro che l'insieme inclusivo della letteratura, della musica e delle arti plastiche.


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