Letteratura

Paolo Melandri

È finalità della mia peregrinatio entro i confini della letteratura greco-latina e italiana il considerare queste ultime nel più vasto àmbito della storia della cultura europea e globale. Ossia di un percorso di idee in fertili interscambi tra regioni, province, nazioni. a stretto contatto, oltre che naturalmente con l'estetica (e quindi anche con elementi di teorizzazione letteraria), con gli attuali e inquietanti interrogativi dell'etica (da rivisitare, per riappropriarmene con accresciuta consapevolezza, alla luce di una prospettiva di «storia delle idee»).
Il mio interesse per la letteratura, dunque, mira a tradursi entro la singolarità di ogni voce e di ogni testo, nell'acquisizione, volta per volta, di strumenti critici adeguati all'oggetto preso in analisi. Nella consapevolezza che dialogare con una auctoritas tanto dell'«oggi» quanto del passato implichi un atto di coraggio e di responsabilità etica ed estetica, dove, all'ardimento sperimentale e alla viva curiositas del lettore, si dovrà affiancare necessariamente l'esattezza del rigore scientifico in approcci filologicamente corretti e il rispetto dell'«alterità» (da sé) nell'autore di volta in volta accostato. Sul finire di un secolo culturale quant'altri mai rigoglioso di fermenti, confuso ma solerte, travagliato fra tentazioni disgregatrici e solida tradizione locale, la "cittadina" della Filologia classica, medievale e umanistica si trova proiettata in un universo vasto e difficile, tutt'altro che omogeneo, con la stessa ossimorica esigenza del centauro di Pound, che pur galoppando deve centrare con l'arco un bersaglio lontano. Lo sforzo che all'interno dell'àmbito culturale intendo fare è quello di saper coniugare i bisogni cognitivi del mio Paese con quelli degli altri Stati europei, superando le antiche contese, le tradizioni contrapposte.
Ecco allora l'esigenza, per l'intellettuale, di letture e d'incontri "corsari" e personali con quella che vorrei definire la Grande Assente dalla preparazione «di base» (scolastica, talvolta anche accademica): la ricchissima produzione letteraria internazionale. In omaggio a un'antica metafora viaria secondo la quale, come ebbe a dire da ultimo Paul Valéry, ogni pensiero che meriti questo nome è sempre «pieno di incroci di strade», insieme luogo dell'agnizione e il punto di partenza per successive ricerche, ho inteso scrivere e pubblicare una serie di ricognizioni (libere da qualsivoglia sentore ideologico) ai margini della letteratura «già nota», una prima raccolta di «sentieri d'ascolto e di lettura», sostituendo alle "strade" del poeta francese, che promettono itinerari agevoli e sicuri, la nozione, più avventurosa e umbratile, di "sentieri", prossimi semmai al pacato e saggio empirismo anglosassone percorso da Northrop Frye, sentieri popolati di rencontres imprévues, di sorprese e di scoperte impensate, di una feconda meraviglia gravida di ulteriori sondaggi, in dialoghi continuativi e organizzati con la cultura non solo umanistica...
E mi son mosso, e mi muovo lungo tragitti da compiersi senza che già da oggi, dal momento presente, se ne debba scorgere necessariamente una gerarchia prestabilita, una classificazione secondo il valore, difficili da fissare quando il diagramma che si può intravedere nelle tante diramazioni delle mie indagini assomiglia piuttosto a un labirinto che al facile itinerario di un dardo, anche se poi l'orizzonte degli interessi, asintotico alla totalità, finirà per abbracciare - così spero - il perimetro inclusivo dell'intero panorama letterario.


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